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Tecnica : giocare "Short Stack" durante i tornei di poker

 

Giocare "Short Stack" durante tornei di poker

 

I°) Definizione short stack, su quali criteri decidersi  ?

Essere short stack : Con 12 volte la Big Blind e meno sei  short stack. Quando arrivi in questa zona, tocca a te per trovare la migliore opportunità per andare a tapetto. Esiste una chiave per sopravivvere : rubbare i blinds abbastanza volte per essere sempre all in in una posizione vantaggiosa.

Messa in scena : Ad esempio, diciamo che sono in un torneo ancora con 75 persone. I blinds sono di 1000-2000 con le anti di 100, e ho 18000 in chips. In queste condizioni, rilanciare e lasciare la mano davanti a una soprarilancia è raramente la soluzione giusta. Questo significa che se gioco un pot, o vado a rubare i blinds, o vado ad essere all-in e giocare il moi torneo su questa mano.
 
Ci sono 4 criteri di cui devo tenere conto durante una situazione come quella. Stiamo per studiargli precisamente in questo articolo.

Hanno tutti un’importanza che può essere determinante nella mia decisione.

Prima di tutto, Che cos’è la mian mano ? Secondo, quale è la mia posizione ? Terzo, il pot è già stato rilanciato ? Infine, se il pot è stato rilanciato, da chi ?

II°) La tua mano

Contrariamente a ciò che puoi pensare, la mano non è sempre il fattore determinante.
L’errore più conosciuta è senza dubbio di mettersi all in con un qualunque asso, ogni tanto anche con una rilancia. Date allora fiducia alla chance perche se sei inseguito, sarai quasi sempre dominato da un’asso con un migliore kicker o una pocket coppia migliore che il tuo kicker, ciò che ti lascia 3 outs per andare bene. L’unica volta in cui sarai favorito con questo asso e quando ottenerai un call della parte di una brutta mano come KQs, contro la quale sei legermente favorito.

E per quello che Sport trader ti raccomanda di spingere con dei mani come KQs, KQo, KJs, KJo, QJs, JTs, e tutte le piccole coppie prima che pensi a muovere con Asso. L’unico momento in cuit i consiglieremo di muovere con un’Asso è in fine di parola con approssivamente 6BB o meno. O allora, aspetterò un’opportunità migliore.

 III°) La posizione

Quando sono short-stack, la posizione perde in importanza nelle mie scelte.
In effetti, benché toccare una buona mano in fine di parola sia ideale, parlare nei primi rappresenta anche vantaggi :
Prima di tutto, ci sono meno rischi che qualcuno  abbia rilanciato il pot e sia matematicamente costretto a seguire il tuo all-in. Di più, muovere all’inizio di parola, si traduce dal fatto che la tua mano sia vista più alta che lo è veramente.

Ogni tanto, preferirei, andare con all-in in 3a posizione che in penultima (cut-off). Al cut-off, Tengo più chance che il pot sia stato rilanciato prima di me, ciò che mi costringe a decidere se bisogna ri-rilanciare quel pot

 
Dalla 3a posizione un all-in potrà logicamente spingere le mani di A2-AT a lasciare la mano, quindi le uniche mani di cui dovrai diffidare sono AK, AQ, AA, KK, QQ et JJ.

IV °) Una rilancia prima di te, il tipo di giocatore

La situazione più complessa quando siamo short-stack è di ricevere una buona (non ottima) mano con qualcuno che ha rilanciato il pot prima di te.
La maggior parte del tempo quando qualcuno rilancia, sarà troppo impiegato nel colpo e dovrà seguire il tuo all-in, e ciò, poco importano le sue carte.
Ovviamente se tengo una big coppia (99+), AK o AQ, sto per ri-rilanciare al 100% del tempo.
Ma se ho una mano come ATo in penultima posizione e che c’è stato una rilancia normale prima di me ?
Molta gente, manderà a tappeto poco importa chi è il rilanciatore. Infatti  in questo caso, la situazione esige di analizzare strettamente chi è il rilanciatore. Se un giocatore tight rilancia di 6000 UTG+1, lascio la mano senza riflettere. I giocatori tight non rilanciano generalmente con meno di A9, sopratutto UTG+1, quindi  non sto per rischiare il moi torneo quando sono al meglio a, 50-50 e certamente sconfitto duramente.

 
Al contrario se un giocatore loose con un big stack solo alla mia destra raise di 6000, lo ri-rilancio quasi sistematicamente. Rilancia probabilmente con qualunque Asso, un Re adeguato, o qualunque due carte solo per rubbare i blinds. In questo caso, c’è una grande chance che io sia davanti e una piccola che sia dietro. Le piccole coppie sono anche difficile da giocare in short-stack e devono essere trattate nello stesso modo che ATo di cui abbiamo già parlato.
Se ricevo 55 in posizione intermediare e che nessuno abbia rilanciato prima di me, sto per muovere. Ma se c’è stata una rilancia prima di me, con nessun fold equity reale, il rischio di ritrovarmi davanti a una migliore pocket coppia è troppo importante per compensare la possibilità di essere a A3, A2, 33, 22, contro i quali sarò largamente favorito.

 V°) Cominciare a panicare

Ogni tanto, quando giocherai short-stack, non avrai il lusso di avere qualcosa che assomiglia a una mano. In questo caso, prova a recuperare i giocatori più tight del tavolo e ruba i loro blinds, sopratutto in fine di parola. Anche se muovi con una mano come  8Ts, hai sempre una chance di uscire di questa trappola, poco importa la mano che avrai davanti a te. Quando arrivi a 5bb o meno, è tempo di panicare. Muovere con mani come QTo, T9s, K9o in qualunque posizione è obbligatorio perché nel caso contrario, sarai buttato via dai blinds. A quel momento della partita, devi solo sperare andare all in con carte vive (che non tiene il tuo avversario) e prega per toccare qualcosa.

 VI°) Conclusione

Molti giocatori non hanno la pazienza e l’enduranza per giocare short stack durante un lungo periodo di tempo. Provano ad ogni costo di radoppiare piuttosto che aspettare la migliore situazione. Tocca a te di saper fare la differenza

Per ogni informazioni contattaci su: poker@sport-trader.com

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